20 Febbraio 2011

riflessione, o meglio, citazione, in salsa alcolica, sul festival di Sanremo!

 "La cosa più bella della Bellucci è il marito!"

 
28 Settembre 2010

il mio piccolo cuore, senti, rischia di scoppiare

...la senti amore questa onda che viene e va e ci invade anche l’anima,
ci fa nascere e morire più che si può...mille volte al secondo mi ami o no...
la senti amore questa onda che sbatte qui : non esiste più forte di così...
prendi e dammi questo amore più che si può e non farmi uscire più da qui...


innamorarsi è una cosa seria...più grande del mare

Tags: carboni
 
26 Agosto 2010

Ho sempre tentato. Ho sempre fallito.

Non discutere.
Prova ancora.
Fallisci ancora.
Fallisci 
meglio.

 
20 Giugno 2010

"...pensiamo sempre che la fortuna sia ciò che non si ha!"

"Quando ero piccola pensavo a una cosa sola, a crescere, e volevo farlo in fretta. Ma adesso io non so a che cosa mi è servito...non lo so più. Volevo crescere! Mi sembra che davanti a me ci sia una sala d'attesa, in un'enorme stazione con panche, correnti d'aria...e dietro le finestre un sacco di gente che passa in fretta, senza vedermi. Ah, hanno fretta: devono prendere un treno o un taxi, hanno un posto dove andare, qualcuno da raggiungere...e io sto lì seduta, e aspetto."
"Ma cosa aspetta, Adèle?"
"Che mi succeda qualcosa."

Tags: film
 
30 Maggio 2010

we can do whatever we want to

I veri amici sono quelli che si scambiano reciprocamente fiducia, sogni e pensieri, virtù, gioie e dolori;
sempre liberi di separarsi, senza separarsi mai.

 

     Ily 

 
17 Marzo 2010

Un blog alla deriva...



...come me!

Tags: carlotta boh
 
14 Febbraio 2010

Il mio amore si chiama "coerenza"



  ...e ho guardato dentro un'emozione e ci ho visto dentro tanto amore che ho capito perché non si comanda al cuore!

Tags: pirata vasco
 
05 Gennaio 2010

buoni propositi per il 2010!

...Ho speso quattro secoli di vita
e ho fatto mille viaggi nei deserti
perché volevo dire ciò che penso
volevo andare avanti ad occhi aperti…



Non so se sono stato mai poeta
e non mi importa niente di saperlo
riempirò i bicchieri del mio vino
non so com'è però vi invito a berlo
e le masturbazioni celebrali
le lascio a chi è maturo al punto giusto
le mie canzoni voglio raccontarle
a chi sa masturbarsi per il gusto.
Canterò le mie canzoni per la strada
ed affronterò la vita a muso duro
un guerriero senza patria e senza spada
con un piede nel passato
e lo sguardo dritto e aperto nel futuro
.
E non so se avrò gli amici a farmi il coro
o se avrò soltanto volti sconosciuti
canterò le mie canzoni a tutti loro
e alla fine della strada
potrò dire che i miei giorni li ho vissuti.

 
18 Novembre 2009

alcol & gossip girl



...come le stagioni la gente ha la capacità di cambiare; non capita spesso  ma quando capita è quasi sempre per il meglio!

...a volte bisogna rompere una cosa per aggiustarla...a volte basta aprire la porta a gente nuova e farla entrare...ma a volte basta che una persona che ha veramente paura di mostrare i suoi sentimenti abbia un'opportunità che non credeva mai possibile!

 
08 Novembre 2009

situazioni che stancamente si ripetono senza tempo...

[ p i o v e ]


...ma tu, se le prendi di santa ragione, insisti di più... 

Tags: bennato
 
27 Giugno 2009

Le decisioni individuali. Principio 2 dell'economia.

Il costo di qualcosa è ciò a cui si deve rinunciare per ottenerla.

 
28 Aprile 2009

"sei scemo?!" "no sono maschietto"

ha due anni ed ha già capito tutto...anche che i termini scemo e maschio sono quasi intercambiabili! :D



uh uh
, l'ho fatto anch'io...è fighissimo u.u

 
14 Febbraio 2009

il mio 14 febbraio...



…perché io non dimentico!

 

Tags: pirata
 
16 Gennaio 2009

...leggera leggera si bagna la fiamma, rimane la cera...

…cadono le stelle
allora è vero
e io non so se ci sarò
dove andrò
non lo so se lo merito o no
se correggerò gli effetti dei miei guasti nucleari
se troverò il coraggio ti telefono domani…



…tornerò, tornerò davvero
a sentire su di me profumo delle mani
di notte io farò sogni tridimensionali
senza chiedere mai niente al mondo

neanche a te...


Tags: bersani
 
11 Gennaio 2009

c'annuseremo da lontano come i cani...

“… per me tutta questa messa in scena del mondo che gira  la possono pure smontare...e portare via, possono schiodare tutto, arrotolare tutto il cielo... e caricarlo su un camion col rimorchio...questa luce bellissima del sole, che mi piace tanto, tanto...sai perché mi piace tanto? Perché mi piace lei illuminata dalla luce del sole, tanto...possono portar via tutte queste robe, questi tappeti, queste colonne, i palazzi... la sabbia, il vento, le rane...i cocomeri maturi…la grandine...le sette del pomeriggio, maggio, giugno... luglio, il basilico...le api, il mare, le zucchine...le zucchine!...”   

 
27 Novembre 2008

...ma ricorda che a quel muro ti avrei potuta inchiodare se non fossi uscito fuori per provare anch'io a volare

Vedi cara, è difficile a spiegare,
è difficile parlare dei fantasmi di una mente.
Vedi cara, tutto quel che posso dire
è che cambio un po' ogni giorno, è che sono differente.
Vedi cara, certe volte sono in cielo
come un aquilone al vento che poi a terra ricadrà.
Vedi cara, è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già...
                                               
Vedi cara,
certe crisi son soltanto
segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire
.
Vedi cara certi giorni sono un anno,
certe frasi sono un niente che non serve più sentire.
Vedi cara le stagioni ed
i sorrisi
son denari che van spesi con dovuta proprie
.
Vedi cara è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già...
                                               
non capisci quando cerco in una sera
un mistero d'atmosfera che è difficile afferrare,
quando rido senza muovere il mio viso,
quando piango senza un grido, quando invece vorrei urlare,
quando sogno dietro a frasi di canzoni,
dietro a libri e ad aquiloni,
dietro a ciò che non sarà...
Vedi cara è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già...
                                               
non rimpiango tutto quello che mi hai dato
che
son io che l'ho creato e potrei rifarlo ora,
anche se tutto il mio tempo con te non dimentico perché
questo tempo dura ancora.
non cercare in un viso la ragione,
in un nome la passione che lontano ora mi fa.
Vedi cara è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già...
                                               
Tu sei molto, anche se non sei abbastanza,
e non vedi la distanza che è fra i miei pensieri e i tuoi,
tu sei tutto, ma quel tutto è ancora poco,
tu sei paga del tuo gioco ed hai già quello che vuoi.
Io cerco ancora e conon spaventarti
quando senti allontanarmi:
fugge il sogno, io resto qua!
Sii contenta della parte che tu hai,
ti do quello che mi dai, chi ha la colpa non si sa.
Cerca dentro per capir quello che sento,
per sentir che ciò che cerco non è il nuovo o libertà...

Vedi cara è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già...



Così come una farfalla ti sei alzata per scappare...

       

Tags: guccini dalla
 
24 Ottobre 2008

IO non volevo uccidere quel moscerino...

« […] Ho deciso di scriverti perché è un periodo strano, di confusione silenziosa. Mi sento come anestetizzato dalla vita, sento che deve succedere qualcosa, ma non so cosa. O forse è solo il mio desiderio di cambiamento che me lo fa pensare.
    Ma qualcosa mi manca. Ti ricordi? È sempre stato così, lo sento da come respiro la vita.

    Sento che mi manca come se mi fosse già appartenuta e qualcuno me l’avesse portata via.

    Ma non so esattamente cos’è.
    C’è chi cerca l’altra metà della mela, io sto cercando ancora la mia mezza.
Sono uno spicchio di me stesso.
    Ho deciso di parlartene, di scriverti perché tu sei più grande, hai visto e vissuto molte più cose di me, e magari la tua metà l’hai trovata.
    Credo che ti chiederò un sacco di cose, perché in questo momento sono un po’ confuso. Non capisco. È un po’ che penso a questa lettera, a cosa scriverti, ma
non tutti i miei pensieri arriveranno a te perché la mente è più veloce della mano e quindi tanti di loro andranno persi. Quello che ti scriverò sarà ciò che la mano e la memoria riusciranno a catturare. Saranno sicuramente pensieri confusi, pieni di contraddizioni e forse anche un po’ banali.
    Nico,
mi sembra di diventare semplicemente un trionfo di luoghi comuni: anzi, ho paura di esserlo già.
    Comunque, ho ventotto anni e ci capisco meno di quando ne avevo venti. Speravo che crescendo sarebbe stato tutto più chiaro. Speravo di capire le cose che voglio, i miei obbiettivi, i miei gusti, i miei desideri, e invece no,
qui è sempre tutto da capo. A volte vorrei già essere più grande. Avere quell’età in cui ciò che volevo fare purtroppo non l’ho fatto, ma ormai è tardi, e così lo metto via e non ci penso più. Mi accontento, mi standardizzo, insomma mi sistemo.
    Ma quali cacchio sono le cose che voglio fare?
    Per esempio, parlando di lavoro, ti ricordi di Paolo? Lui alle medie diceva che avrebbe fatto l’architetto, e architetto è diventato: ha scelto la sua strada e l’ha percorsa. Via degli architetti.

    Io invece la mia strada non l’ho ancora decisa, o meglio non l’ho ancora capita.
A volte ne inizio una e poi a un certo punto non mi piace più il paesaggio che vedo, e allora esco alla prima uscita. O al massimo la ritardo e mi blocco in qualche Autogrill.
    Non mi pongo nemmeno il problema di capire se sia giusto o no percorrere una strada e cercare di arrivare il più lontano possibile, perché il mio problema è un passo indietro. Il mio problema è:
Qual è la mia strada?
    Forse è solo una questione di immaturità: non voglio fare il salto, non voglio saltare la mia linea d’ombra, ma il fatto è che oltre a non sapere cosa è giusto o sbagliato per me, non posso nemmeno saltare perché
non vedo nessuna nave nel mio porto. Sono un passo indietro dal decidere tra la cicala e la formica.
    C’è anche da dire che io sono molto umorale. Ci sono giorni che mi sveglio e vorrei cambiare ogni cosa, scoppio di sicurezza e mi sento come Tony Manero quando esce di casa e dice: «Vado a farmi il mondo». Poi magari il giorno dopo sono l’uomo più insicuro dell’universo, mi faccio mille domande e tutto diventa come un’enorme cartina geografica da ripiegare – una cosa che non sono mai stato capace di fare. Quando ne apro una rimane aperta sul sedile dietro della macchina per mesi. Tiene compagnia alle bottigliette d’acqua vuote che rotolandoci sopra mentre viaggio diventano passeggeri metaforici della mia vita e del mondo.
    In questo periodo mi sento come Alice nel paese delle meraviglie quando mangia il fungo e passa da grande grande a piccola piccola.
    Il mio umore è come un pene insicuro e indeciso. Un po’ guarda in su e un po’ guarda in giù.

    Insomma, continuo a camminare, poi torno indietro, faccio un passo avanti, due di lato. Il mio non è un cammino, ma la danza tribale di un ballerino bendato, con qualche livido.
    A volte vorrei mollare tutto. Vorrei andarmene da qualche parte nel mondo, perché
ci sono giorni che qui mi sta stretto tutto. Questo mio disagio non mi fa capire dove sta il coraggio. Se lascio tutto e me ne vado, è coraggioso, o sto solo scappando? O è più coraggioso rimanere, affrontare le cose e cercare di cambiarle? Non capisco dove sta la mia libertà, non capisco da cosa sono schiavizzato.
    Immaturo, immaturo, immaturo.
    Addirittura ci sono dei giorni che affido le mie decisioni a dei giochetti. Tipo: se si apre l’ascensore entro cinque secondi, o se nel camminare pesto delle righe del marciapiede, se accendendo il cellulare ricevo un messaggio, allora la mia decisione dev’essere sì. Se non succede, è no. A volte invece in metropolitana o in treno o sull’autobus mi fisso su una persona, mi concentro e mi ripeto: «girati girati guardami guardami girati adesso e subito». Se si gira è sì.
    Ma il colmo è che se la decisione non mi convince, o non è quella che voglio veramente, penso che non vale e che era solo un pre-riscaldamento, e riprovo. Anche due o tre volte.
    Sento che ho perso in modo chiaro il mio obbiettivo: c’è nebbia qui, nebbia e foschia.
    Mi sento come uno scalatore appeso alla parete rocciosa che vede solo ciò che ha davanti appiccicato al naso, e non riesce più a vedere la cima, la vetta, il motivo per cui sta scalando, e nemmeno cosa sta scalando.
    Forse ho bisogno di scendere un attimo e chiarirmi bene le idee.
    Mi sento solo, Nico, non vedo e non sento nessuno che mi capisca veramente fino in fondo, forse perché sono già io il primo che non si capisce, ma qui, credimi, è tutto un delirio.
    Ho sempre voluto fare ciò che volevo nella vita, sono sempre stato pronto a rimettere tutto in gioco, spinto dalla solita irrequietezza, voglia di cambiare, di scappare, di iniziare. Del resto, ho sempre dato il massimo di me negli incominci. Quando inizio una cosa sono sempre bravo, poi mi perdo, piano piano mi spengo,
sono come un libro che ha un’introduzione della madonna, ma già nel secondo capitolo si ridimensiona tutto, e lo butteresti nel cesso.
    Come quando mi viene il trip di mettere in ordine la stanza e tiro fuori tutto dai cassetti e dagli armadi e poi mi stufo e non ho più voglia di mettere a posto e mi trovo in mezzo a un casino peggio di prima.
    Negli investimenti a lungo termine sono decisamente la persona meno adatta. Lo si capisce anche dal fatto che nella mia vita non ho mai comprato un salvadanaio senza il buco sotto. Quelli dove c’è solo il taglietto sopra, mai. I miei sotto hanno sempre avuto il tappo, infatti un sacco di volte sono andato a sfilare i millini, o semplicemente a contare quanti soldi c’erano.
    Nella pagina delle cose certe che voglio nella mia vita ci sono scritte poche righe, fra l’altro qualcuna anche a matita, mentre in quella delle cose che non voglio c’è più roba, c’è più sicurezza, più determinazione.
Tutto questo per dirti che anche in questo momento, come ho scritto prima, non so esattamente cosa voglio – come sempre, anche in questo momento so solo ciò che non voglio. E non ti sto parlando di lavoro, non ti sto parlando di professione. Parlo di ruoli: non so in che ruolo sto giocando questa partita e non so che ruolo giocare. Sinceramente non ho nemmeno capito che gioco è.
    Devo essere più responsabile o va bene così?
    Ci sono dei giorni in questi ultimi anni che mi sento assalire da una sensazione di irrequietezza. In quei giorni non ho voglia di uscire e nemmeno di rimanere in casa. Vorrei strapparmi la pelle di dosso. Anche il mio corpo diventa una gabbia.
    È come se la vita in quei momenti mi infilasse un dito nel sedere. Se sto seduto lo sento e mi viene istintivo alzarmi, se cammino lo sento e mi viene da sedermi. Con quel dito in quel posto è come se la vita mi volesse dire che non c’è più tempo da perdere, che c’è da prendere una decisione, che non si può più fare finta di niente. Ho provato a distrarmi in un sacco di modi per cercare di non sentirlo: shopping, sesso, droghe, viaggi, ma quel dito rimane. Devo capire come si toglie.
    AIUTOOOO!!!
    Immaturo, immaturo, immaturo.
»

tratto da Esco a Fare Due Passi

 
19 Ottobre 2008

* arcobaleno io *

 

Eccoli...
Sono più colorati
i miei giorni passati ad aspettare...
i miei giorni, i miei giorni...
...passati ad asp       ettare...

Non vedi che sono più o meno colorati
i miei giorni passati ad aspettare...
i miei giorni, i miei giorni
passati ad aspettare strade che non portano mai a niente
ad aspettare strane idee  che non portano a mai niente...
...mai niente...

 

 
avanti >

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